La Fase Attacco della Dieta Dukan

Ciao a tutti,  ecco la mia esperienza con la dieta Dukan :

Costituzionalmente ho una corporatura longilinea ed una statura piuttosto alta, ma, in un determinato periodo della mia vita, e precisamente dopo aver partorito, avendo acquistato circa dodici chilogrammi che non riuscivo a smaltire con i regimi dietetici tradizionali, mi sono rivolta ad una nutrizionista che mi ha consigliato di provare la famosa ”Dieta Dukan”.

Questo programma alimentare, ideato da un medico francese, si basa su di un processo metabolico consistente nella introduzione di elevate quantità di cibi proteici (dieta iperproteica) che, secondo un procedimento denominato ”chetogenesi”, è in grado di bruciare i grassi (lipidi) presenti nell’organismo.

Tale dieta comprende quattro fasi successive, con una durata dipendente dal numero di chilogrammi che si vogliono perdere.
Le fasi vengono denominate:
-Fase di attacco
-Fase di crociera
-Fase di consolidamento
-Fase di stabilizzazione

I presupposti fondamentali affinchè il programma alimentare permetta di eliminare i chilogrammi in eccesso sono quattro, e precisamente:
-attenersi scrupolosamente alle indicazioni dietetiche
-bere almeno due litri di acqua al giorno
-effettuare almeno trenta minuti di attività fisica al giorno
-assumere ogni giorno un cucchiaino e mezzo di crusca integrale di avena

Come è facile immaginare, la fase maggiormente impegnativa sia dal punto di vista fisico (si avverte spesso una sgradevole sensazione di languore dipendente dalla assoluta mancanza di carboidrati nella dieta), sia da quello psicologico (succede di sentirsi scoraggiati ed ansiosi) è la prima, ovvero quella di attacco.

Per quanto concerne la mia esperienza devo ammettere che l’ approccio con la Dieta Dukan è stato inizialmente traumatico e molto difficile.
Avevo partorito da alcuni mesi, non stavo allattando, ma ero comunque ancora stanca ed esaurita.
La constatazione di vedermi grassa ed esteticamente quasi irriconoscibile contribuiva ad accrescere il mio disagio psicologico.

Sentivo pertanto un fortissimo bisogno di ”ritornare in forma” nel più breve tempo possibile.
La dietologa da me consultata, dopo aver appurato che il mio stato di salute era buono (esistono infatti alcuni impedimenti patologici per questo regime alimentare iperproteico), mi consegnò il programma che avrei dovuto seguire.

La famigerata ”Fase di attacco” ha una durata piuttosto limitata: da tre a cinque giorni al massimo, ma posso assicurare che si tratta di un impatto assai problematico.

In questa fase, infatti, sono consentiti unicamente alimenti proteici e niente altro: nè carboidrati (tipo pasta, pane, biscotti), nè grassi (tipo condimenti oppure formaggi non magri), nè verdure o frutta.
Personalmente mi sono trovata molto a disagio per vari motivi.
Innanzi tutto per la mancanza di pane e simili (soprattutto di fette biscottate), con cui sono solita accompagnare le pietanze; successivamente per la assoluta mancanza di condimenti (sono consentiti soltanto il succo di limone, l’aceto balsamico oppure la senape).
Inoltre la monotonia dei cibi permessi mi creava molti disagi: potevo infatti nutrirmi solo con carne magra (pollo, tacchino, vitello, coniglio), con latticini magri (questi li apprezzavo maggiormente in quanto li mangio normalmente), e pesce magro (che non mi piace per nulla)
Una risorsa per me di grande aiuto era rappresentata dalla possibilità di mangiare il seitan, un tipo di alimento vegetariano a base di germe di grano che mi piace moltissimo.
Anche la mancanza di frutta e di verdura era per me un vero tormento.

L’indicazione di bere almeno due litri di acqua al giorno, invece, non mi creava alcun problema in quanto sono abituata a bere sempre in abbondanza.
L’attività fisica giornaliera la praticavo (e la pratico tuttora) volentieri.
Così pure l’obbligo di assumere un cucchiaino e mezzo di crusca integrale di avena non mi dava alcun fastidio.

Diciamo che, per la mia personale esperienza, il limite principale di questa ”fase di attacco” della dieta dukan è stato la sensazione di debolezza fisica che mi accompagnava durante tutta la giornata.
Credo di essere riuscita a non interrompere il programma dietetico soltanto perchè i risultati hanno cominciato a farsi vedere quasi subito: già dal secondo giorno, infatti, ricordo che ho iniziato a perdere peso e ad ”asciugarmi” in quanto i pannicoli adiposi hanno incominciato a diminuire ed il mio aspetto estetico, progressivamente, è ritornato quello di prima della gravidanza.

Sicuramente il fattore psicologico ha giocato un ruolo importantissimo nel mio caso, infondendomi la determinazione a proseguire la dieta, anche se fisicamente il mio organismo ne subiva l’impatto in maniera molto pesante.

Concludendo, posso quindi raccomandare questo programma alimentare a chi desideri perdere peso in poco tempo, ma sia estremamente determinato nel farlo.


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